L’inflazione nell’eurozona è tornata a scendere e lo ha fatto contro ogni aspettativa. Eurostat ha comunicato la stima preliminare di giugno, registrando un aumento dei prezzi al consumo del 2,8 per cento su base annua, contro il 3,2 di maggio, e di 0,2 punti percentuali sotto il 3 per cento atteso dagli analisti. Frena anche l’inflazione di fondo, quella core, al netto dei beni alimentari e dell’energia, che è passata dal 2,6 di maggio al 2,4 per cento di giugno. Anche in Italia l’inflazione ha iniziato a rallentare, rimanendo però sopra la media dell’euro area. Martedì l’Istat ha stimato per giugno un’inflazione al 3 per cento, comunque inferiore al 3,2 di maggio, con la componente di fondo all’1,6 che mostra che l’energia continua a tirare in su i prezzi. Dietro questa discesa c’è ovviamente il crollo del barile.Lo choc partito scatenato dalla guerra nel Golfo aveva fatto correre i prezzi per mesi ma ora, con la tregua di 60 giorni tra Stati Uniti e Iran, il greggio è tornato ai livelli pre conflitto. E di conseguenza i rischi per l’inflazione, ha riconosciuto oggi la presidente Christine Lagarde al forum della Bce a Sintra, sono ora più equilibrati. In ogni caso, la Bce non vuole abbassare la guardia: il rientro dell’inflazione è incoraggiante, ma a Francoforte nessuno vuole festeggiare troppo presto. Lagarde non ha rinnegato il rialzo dei tassi dell’11 giugno, che definisce ancora una scelta ovvia, e ha ricordato che negli scenari della Banca centrale il ritorno all’obiettivo del 2 per cento è atteso solo nel 2028. Poi, nel panel tenuto anche insieme al presidente della Fed Kevin Warsh, sempre a Sintra, Lagarde ha dichiarato che la Bce ha archiviato la forward guidance – ossia, dire in anticipo ai mercati quali saranno le prossime mosse. Da ora, ha detto la presidente, gli operatori dovranno “fare i compiti a casa” e leggere i dati per capire le intenzioni della Bce. “Ma non lasceremo che l’inflazione esca dalla lampada del genio e torni a salire – ha assicurato Lagarde. Prenderemo le misure necessarie”.