Dati sul mercato del lavoro nettamente migliori e un’inflazione elevata hanno imposto una significativa revisione delle aspettative sulla politica monetaria della Fed, con gli investitori che ora prevedono un rialzo dei tassi entro fine anno. Sebbene al momento riteniamo che la Fed manterrà i tassi invariati per un periodo prolungato, esistono diversi scenari plausibili che potrebbero riportare sul tavolo l’ipotesi di tagli dei tassi nel 2026.
Il netto miglioramento dell’occupazione non agricola (172.000 nuovi posti a maggio) registrato da marzo ha fatto sì che l’attenzione del Fomc si concentrasse verso il versante inflazione. Di conseguenza, l’inclinazione restrittiva che ne deriva verrebbe messa in discussione in modo diretto e significativo solo da una combinazione di fattori. Quanto più numerose saranno queste condizioni soddisfatte, e quanto prima ciò avverrà, tanto più probabile sarà che un taglio dei tassi possa ancora concretizzarsi nel 2026.
Un primo elemento sarebbe una conclusione definitiva del conflitto con l’Iran, tale da eliminare i timori di futuri picchi dei prezzi del petrolio. Questo migliorerebbe in modo marcato l’andamento sequenziale dell’inflazione, eliminerebbe il rischio di ricadute più ampie e garantirebbe di fatto confronti favorevoli con la base di paragone per le letture dell’inflazione nella primavera del 2027. A sua volta, ciò consentirebbe al Fomc di “guardare oltre” più facilmente lo shock dei prezzi dell’energia.







