HomeBolognaCronacaPermessi di soggiorno con documenti falsi, sgominata rete con lo Sri Lanka: la base operativa in un negozio di telefoniaTre persone in carcere e cinque ai domiciliari. L'inchiesta della Squadra Mobile è partita da un caso di usura denunciato da una donna cingaleseLa Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bologna nei confronti di otto persone, tra cittadini cingalesi e italiani (foto archivio)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 1 luglio 2026 - Quella che sembrava una vicenda di usura ai danni di una donna cingalese si è trasformata in un'indagine che ha portato alla scoperta di una rete capace di favorire l'ingresso illegale in Italia di decine di cittadini stranieri attraverso documenti falsi e contratti di lavoro inesistenti. La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Bologna nei confronti di otto persone, tra cittadini cingalesi e italiani, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Tommaso Pierini della Procura di Bologna.
L’indagine
L'indagine della Squadra Mobile è iniziata nel 2025 dopo la denuncia di una donna originaria dello Sri Lanka. La vittima aveva chiesto un prestito di 2.000 euro a un connazionale di 53 anni, noto nella comunità per concedere denaro. Secondo gli investigatori, il prestito prevedeva interessi usurari pari al 60% annuo. Dopo aver restituito 1.925 euro, la donna, non riuscendo più a sostenere i pagamenti, sarebbe stata minacciata e costretta a versare ulteriori somme.









