<p>L’Italia si posiziona al <strong>30esimo posto</strong> (su 48) nel ranking globale del Global Entrepreneurship Monitor (Gem) <strong>per propensione all'imprenditorialità</strong>. </p> <p>Nonostante il recupero registrato dopo la crisi pandemica, il Paese continua a scontare un ritardo strutturale rispetto alle principali economie avanzate.

E dalle oltre 400 mila <strong>nuove iscrizioni</strong> del 2010 si è passati a circa 325 mila nell'ultimo biennio.

Questa è la fotografia scattata dal Rapporto Gem Italia 2025-26 promosso da Unioncamere, Universitas Mercatorum e Global Entrepreneurship Monitor. </p> <p><br> </p> <p>I<strong>l ridimensionamento interessa soprattutto il comparto manifatturiero</strong>, dove le nuove iscrizioni sono scese da oltre 21.000 a meno di 13.000, mentre i settori ad alta tecnologia mostrano segnali di maggiore vitalità, trainati in particolare dalle attività dei servizi. </p> <p> </p> <p>Da segnalare però che nel 2025 il Total Early-stage Entrepreneurial Activity (Tea) ha raggiunto l’<strong>11%, il valore più elevato del periodo osservato</strong>, trainato soprattutto dall'imprenditorialità per opportunità ossia per cogliere una specifica occasione di mercato o per realizzare un'idea innovativa.