Ricordare oggi il detto del vecchio Nenni ci aiuta, e per l’ennesima volta, a comprendere concretamente le dinamiche della politica italiana nella stagione con cui dobbiamo fare i conti. La riflessione di Giorgio Merlo

C’è poco da fare. I vecchi detti a volte riformano con una freschezza straordinaria. Tra questi questi spicca quello dell’indimenticabile slogan pronunciato da uno dei più grandi leader socialisti del nostro Paese, Pietro Nenni, quando disse in tempi non sospetti che nella politica “c’è sempre un puro più puro che ti epura”. Certo, si tratta di uno slogan ma che conserva una straordinaria attualità e modernità. Soprattutto nel mondo dell’estremismo, del radicalismo, del massimalismo e del moralismo di natura politica.

Perché “il più puro che ti epura” coltiva sempre l’obiettivo di rappresentare l’ortodossia di quella determinata area culturale e politica. Certo, prospera e si rafforza in tutte le aree politiche. Anche nel mondo cattolico, per intenderci. Basti pensare a chi, nell’area cattolica, pensa da sempre di rappresentare la parte migliore di quell’universo culturale ed ideale in virtù di una “superiorità morale” o di una più raffnata coerenza di fondo o, peggio ancora, accampando una misteriosa titolarità politica rispetto ad altre esperienze presenti in quel mondo. Tendenze presenti già nella Democrazia cristiana – è sufficiente citare Oscar Luigi Scalfaro per rendersene conto – o a tutti i cosiddetti “cattolici adulti” di prodiana memoria nel contesto politico più attuale.