Una medusa di marmo. Monumentale, algida, immobile, quasi a evocare la solennità di un nuovo inizio scolpito nella pietra. Per comunicare il nuovo inizio da Versace Mulier usa solo due sole parole, scritte in carattere maiuscolo: «FIRST DAY». Nessun manifesto programmatico, nessuna intervista esclusiva rilasciata alle testate internazionali, nessuna anticipazione sui tessuti o sulle silhouette del futuro. Da oggi, il designer belga prende formalmente le redini della direzione creativa della storica maison milanese, un evento che l’intero sistema della moda osservava e attendeva da mesi. Le prime creazioni firmate dal designer belga non vedranno la luce prima di gennaio 2027.
Mulier non lavorerà da solo, bensì opererà a stretto contatto con Lorenzo Bertelli, presidente esecutivo di Versace. Bertelli è la figura manageriale chiamata a costruire, fianco a fianco con il designer, l’architettura strategica e commerciale del rilancio di Versace. Si tratta di una sfida titanica, seguita con attenzione da tutta l’industria: da un lato vi è un marchio che rappresenta uno dei simboli più audaci del lusso e del glamour italiano; dall’altro, uno dei creativi più colti, rigorosi e rispettati della sua generazione, reduce dal monumentale lavoro di rinascita stilistica compiuto per la maison Alaïa.






