Un nuovo rapporto dell’economista Mariana Mazzucato per la Confederazione europea dei sindacati (European trade union confederation, Etuc), intitolato "Labour Squeezed, Investment Stalled" (il senso è: lavoratori spremuti e investimenti in stallo) lancia un duro monito ai leader dell’Unione europea affermando che la crisi della competitività continentale è stata gravemente «misdiagnosticata». La narrazione economica dominante, frutto appunto di questa falsa diagnosi, ha infatti teso a colpevolizzare il costo del lavoro, spingendo i governi verso politiche di deregolamentazione selvaggia e di forte moderazione salariale. Tuttavia, i dati macroeconomici dimostrano che la vera causa del declino risiede nel crollo degli investimenti produttivi e nell’affermazione di un «capitalismo di rendita», dove i profitti vengono estratti anziché essere utilizzati per generare valore reale.

L’analisi è stata condotta sulle trecento principali multinazionali quotate in borsa all’interno dello spazio europeo, le quali da sole generano circa il 40% dell’intero Pil dell’Ue. L’indagine evidenzia una realtà allarmante sul fronte della gestione societaria. Nel corso degli ultimi 25 anni, gli investimenti netti destinati all’innovazione e allo sviluppo industriale sono drammaticamente precipitati, passando dal 18,9% a un misero 7,4% calcolato sui profitti lordi aziendali complessivi. Questo significa che la stragrande maggioranza della ricchezza prodotta viene sistematicamente sottratta all’economia reale e al potenziamento dei settori industriali strategici, compromettendo la competitività futura del continente.