Roma, 1 lug. (askanews) – Uno studio svolto in collaborazione tra Istituto Nanoscienze del Cnr, Università di Pisa, Sapienza Università di Roma, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Columbia University ha indagato come il grafene influenzi il decadimento del trizio, un processo chiave per misurare la massa del neutrino. La ricerca, pubblicata su Physical Review C., fornisce indicazioni utili per la prossima generazione di esperimenti dedicati ai neutrini

Misurare la massa del neutrino è una delle sfide più importanti della fisica contemporanea. Queste particelle, tra le più leggere e sfuggenti dell’universo, attraversano la materia quasi senza interagire, e custodiscono informazioni fondamentali sull’evoluzione cosmica.

Un nuovo studio, frutto di una collaborazione tra Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr Nano), Università di Pisa, Sapienza Università di Roma, INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Columbia University nell’ambito del progetto PTOLEMY, analizza in dettaglio il ruolo di un substrato di grafene durante il decadimento del trizio, uno dei processi alla base delle misure della massa del neutrino. Il lavoro è tato pubblicato sulla rivista Physical Review C.