L'aumento vertiginoso dei prezzi dei componenti elettronici degli ultimi mesi ha una causa nota, la corsa all'intelligenza artificiale, ma anche una conseguenza meno discussa: la pressione sugli strumenti di precisione necessari per produrre i chip di nuova generazione. È in questo contesto che si inserisce l'annuncio della startup lituana LITILIT, che ha da poco avviato i lavori per una nuova fabbrica di laser a femtosecondi a Vilnius.

Il tema dei rincari è tornato d'attualità alla fine di giugno, quando Apple ha comunicato un aumento dei prezzi fino al 30% su MacBook e iPad, motivandolo con un'impennata dei costi dei componenti mai vista prima per rapidità e intensità. Alla mossa di Cupertino si sono affiancate quelle di altri produttori, tra cui Microsoft, Sony, Dell e HP, che hanno annunciato rincari analoghi o li stanno valutando.

Nikolajus Gavrillinas, cofondatore e CEO di LITILIT

Il fenomeno riguarda in particolare i chip di memoria, il cui prezzo, secondo un'analisi di Morgan Stanley ripresa da Reuters, sarebbe cresciuto di circa sei volte nell'arco di un anno, spinto dalla domanda legata ai datacenter e ai sistemi di intelligenza artificiale.

Secondo LITILIT, però, la soluzione alla carenza di chip non passa solo dall'ampliamento della capacità produttiva delle fonderie, ma anche dalla disponibilità degli strumenti di precisione necessari a realizzarli. È qui che entrano in gioco i laser a femtosecondi, tecnologia sempre più impiegata nella produzione dei semiconduttori più avanzati grazie alla capacità di effettuare lavorazioni estremamente accurate con un impatto termico minimo.