Nessun accordo per la nascita di una tower company da oltre mezzo miliardo di utili e con circa 4.700 torri televisive. A mezzanotte è scaduto il memorandum of understanding tra Ei Towers (partecipata da F2i al 60% e al 40% da MediaForEurope - Mfe) e Rai Way. Dopo tre proroghe sul negoziato partito a fine dicembre 2024 - l’ultima il 15 giugno -, le trattative tra le parti si sono arenate. Nonostante una mano tesa in extremis da parte dei soci di Ei Towers per non mettere la parola fine. Come riporta la Rai in una nota, non si è riusciti ad arrivare a una base «negoziale condivisa e idonea a consentire il prosieguo dell’operazione» e «resta confermato l’impegno» della televisione pubblica «a perseguire opzioni industriali caratterizzate da solidità, sostenibilità nel lungo periodo e creazione di valore nel rispetto della missione di servizio pubblico e degli interessi di tutti gli azionisti». Anche ai tempi supplementari le posizioni fra le parti sono rimaste distanti. Due i nodi da sciogliere: il meccanismo di concambio per l’aggregazione di Ei Towers e l’allineamento dei contratti di servizio, dove Rai avrebbe chiesto un limite fino al 2047. La spaccatura Un impegno ventennale che avrebbe visto Mfe controbattere con la richiesta di rivedere i criteri usati per la definizione dei concambi, i quali penalizzerebbero il gruppo della tv commerciale che avrebbe anche presentato un business plan in corso d’opera.
Niente accordo Rai Way-Ei Towers: fallisce la trattativa per il polo da 4.700 torri
Era stata trovata un’intesa sulla governance, ma le parti si sono spaccate sul peso da riconoscere alle azioni













