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Il caldo affonda il colpo, stringe nella morsa la città e non risparmia neanche gli autobus dotati di un impianto di climatizzazione. Ieri, quando il sole picchiava forte e l’ondata africana soffocava (ancora) la Capitale, ci siamo armati di termometro e siamo saliti su 18 mezzi Atac per misurare la temperatura a bordo. Sebbene l’aria condizionata fosse in funzione, in gran parte dei comparti passeggeri la canicola si faceva sentire e costringeva pendolari e turisti a tirare fuori ventagli e bottigliette d’acqua. Dall’Appio-Latino al centro storico, da Testaccio alla Magliana, ma anche da Monte Sacro a Pietralata, il display del termometro non ha mai indicato meno di 30°.
Al primo posto l’834 della linea 170, che va dalla stazione Termini all’Eur, e il 2450 della linea 61, che si muove da Villa Borghese a Casal Bruciato, alla periferia est della Capitale. I mezzi, come forni, "cuocevano" a 36° e a molti passeggeri sembrava di essere in qualche girone dell’Inferno più che in un angolo di una metropoli. La seconda posizione l’ha conquistata il 3302 della linea 82, quella che dal rione Esquilino si spinge fino a Monte Sacro. Sono bastati pochi minuti perché il termometro salisse a 36.1° e i viaggiatori iniziassero a muovere l’aria con giornali e mappe della città nella speranza di aiutare l’impianto di climatizzazione a raffreddare l’ambiente.
















