"Vi prego con il cuore, tornate indietro, lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori". E' un tono drammatico quello che caratterizza la lettera che papa Leone ha inviato al superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X, Don Davide Pagliarani, per invitare, con un ultimissimo appello, i 'ribelli' tradizionalisti a recedere dalle quattro consacrazioni episcopali illegittime, poiché sprovviste del mandato pontificio, in programma domani a Econe, in Svizzera.

E ha in effetti la portata di una ferita storica l'atto che i lefebvriani, tra vesti lunghissime e guanti rossi, si apprestano a compiere in sfregio all'ortodossia e al programma stesso del pontificato di Leone, che fin dal primo giorno ha voluto dedicarlo all'unità di tutti i cristiani. In un ultimo tentativo, Prevost tende la mano. "Colmo di affetto cristiano - scrive nella missiva datata 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma diffusa oggi - , vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l'atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione". "La Chiesa è disponibile - è quindi la sua apertura - a un percorso di dialogo e di intesa", poiché "riconosce l'attaccamento alla vita liturgica, l'impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta fraternità vostro intento".