Prima dei calci di rigore non avevano ascoltato le ultime raccomandazioni, si erano tutti riuniti, in cerchio, aprendo le mani in preghiera
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Mohamed Ouahbi è un berbero, nato in Belgio a Shaerbeek da genitori di Nador, uno dei porti marocchini. Ouahbi appartiene al gruppo etnico dei Rifiani, portano di solito un cappello colorato che assomiglia ad un piccolo sombrero, nella notte di Monterrey, al momento della festa finale, alcuni calciatori marocchini hanno indossato il copricapo. Prima dei calci di rigore non avevano ascoltato le ultime raccomandazioni, si erano tutti riuniti, in cerchio, aprendo le mani in preghiera, ascoltando e ripetendo ad alta voce le parole pronunciate da Ouahbi che poi ha spiegato il rito: "Noi abbiamo voluto ricordare che la preparazione è importante ma che il risultato finale dipende dalla volontà di Allah. La fede ci ha rassicurato e ha donato la calma nel momento in cui la pressione aveva raggiunto il culmine. E i nostri sforzi sono stati ricompensati" e dopo la vittoria tutta la squadra è andata sotto la curva per inginocchiarsi e pregare ancora in ringraziamento. La fede prima della tattica, l'invocazione prima della tecnica, il calcio ribadisce di essere anche una religione con i propri riti propiziatori, prima, durante e dopo l'evento.














