HomePisaCronacaCosa è successo: "Più temporali tutti insieme"Andrea Pardini, meteo pop e la tempesta notturna "Le nostre città trattengono calore".Intanto ieri in città è tornato subito il sole Qui alcune turiste mentre si mettono la crema solare in Largo Cocco GriffiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Tanti temporali che si sono innescati localmente: questa situazione è difficilmente prevedibile perché non c’era un unico fronte organizzato in ingresso". Lo sostiene il fondatore di Meteo Pop Andrea Pardini che aggiunge: "Si è trattato di inneschi locali e successivi, in un contesto atmosferico molto carico di energia ma apparentemente ancora dominato dall’alta pressione. Il primo temporale ha innescato il secondo, il secondo ha contribuito alla nascita del terzo, e così via: una dinamica ’a domino’ che può cambiare rapidamente nel giro di pochi minuti e rendere molto complesso capire, anche in situazione di osservazione in tempo reale, cosa sarebbe accaduto mezz’ora dopo". L’evento temporalesco ha creato blackout di energia elettrica e acqua oltre agli immancabili allagamenti.

La Regione Toscana censisce quasi 5mila fulmini. Spiega Pardini: "Le numerose fulminazioni osservate sono la conseguenza diretta della forte natura convettiva del sistema. Le celle temporalesche non erano semplici rovesci, ma cumulonembi ben sviluppati verticalmente, alimentati da correnti ascendenti intense. All’interno della nube temporalesca, l’aria calda e umida viene spinta rapidamente verso l’alto. Durante la salita, il vapore condensa, si formano goccioline, cristalli di ghiaccio e graupel. Gli urti tra queste particelle, soprattutto nella parte medio-alta della nube dove coesistono acqua sopraffusa e ghiaccio, favoriscono la separazione delle cariche elettriche. Quando la differenza di potenziale diventa sufficientemente elevata, si produce la scarica: il fulmine". La frequenza elevata dei fulmini indica quindi: presenza di molta energia nei bassi strat, forti correnti ascendenti, sviluppo verticale marcato delle celle, presenza di ghiaccio nella parte alta dei cumulonembi.