Mentre l’anticiclone infiamma l’Italia, tra pomeriggio e sera potranno scoppiare fenomeni anche intensi su Alpi e Appennini con fulmini, raffiche e locali grandinate
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Tantissimo caldo, a oltranza, ma nel “mare” anticiclonico scoppieranno temporali localmente anche intensi. Infatti, nel corso di questa settimana quando avremo il picco dell’ondata di calore, nelle ore pomeridiane e serali nubi imponenti si formeranno lungo i rilievi (e non solo) dando luogo a fenomeni sparsi a spasso per la Penisola.Cosa sono i temporali di caloreCon questo termine, i meteorologi indicano quei fenomeni che si sviluppano in quota quando c’è molta differenza termica tra il suolo e la libera atmosfera intorno ai 5-10 mila metri di quota. A provocarli è lo scontro tra l’aria molto calda, come quella di questi giorni, che viene trasportata verso l’alto dove incontra aria molto più fresca.I temporali di calore hanno una durata media compresa fra 30 e 40 minuti ma possono essere molto intensi con lampi e fulminazioni frequenti. Come avverrà nei prossimi giorni, questi eventi non sono legati ad alcuna perturbazione o ondate di maltempo perché, come detto, si “costruiscono” autonomamente con lo scambio accentuato di aria calda-fredda.Quando i terreni superano i 30°C, l’aria attorno ad esso crea delle specie di “bolle d'aria che iniziano” che salgono verso l’alto raffreddandosi negli strati superiori dove viene condensato gran parte del vapore acqueo in esse contenuto.Le zone a rischioGli esperti di 3BMeteo spiegano che martedì 22 giugno saranno a rischio soprattutto, dal pomeriggio, le Alpi Occidentali e le aree centro-settentrionali dell’Appennino, soprattutto tra Lazio e Abruzzo. Non mancheranno fenomeni anche sulle zone montuose di Campania, Basilicata e Calabria settentrionale. Mercoledì 23 giugno ecco che le aree a rischio sono le stesse del giorno precedente e sempre a partire dalle ore centrali della giornata in estensione fino al tardo pomeriggio-sera. Giovedì 24 giugno, sempre nel pomeriggio sera, rischiano temporali di calore le zone alpine centro-occidentali, le aree settentrionali dell’Appennino e, in modo più occasionale, anche su Toscana settentrionale e Appennino laziale. Al Sud attenzione sull’area appenninica con possibile estensione dei fenomeni anche all’area tirrenica campana meridionale, lucana e calabrese settentrionale.








