«È estate. Metti via il telefono. Esci». Scrive così The New York Times, incoraggiando lettrici e lettori del quotidiano a recuperare una dimensione antica, più analogica e meno digitale, attraverso piccole strategie basate sugli studi scientifici. Provare a disconnettersi per riconnettersi alla natura, a se stessi, agli altri. Lo smartphone sembra diventato un prolungamento di noi e, se giriamo senza, abbiamo l’impressione che ci manchi una parte del corpo. Ed è davvero così, in un certo senso. Uno studio (su Current Psychology, 2023) ha appurato che avere il cellulare in mano accresce la lunghezza percepita dell’avambraccio, secondo il fenomeno che si chiama embodiment, incarnazione, una sorta di incorporazione nel cervello degli attrezzi che usiamo spesso. In questi anni, è aumentato il numero di ore passato davanti agli schermi ma, in parallelo, è cresciuta anche la consapevolezza che bisognerebbe distogliersi più spesso da social, chatbot (programmi informatici che simulano una conversazione con un essere umano) e WhatsApp. Secondo un’indagine Censis (dicembre 2025), il 63 per cento degli italiani si sente “molto o abbastanza dipendente” dalle tecnologie digitali, e il dato sale al 71 per cento tra i giovani di 16-17 anni. Gli esseri umani sono diventati strumenti dei loro strumenti, rifletteva il filosofo americano Henry David Thoreau, ed era solo l’Ottocento.
Disconnettersi dallo smartphone: come fare e perché fa bene
Lasciare il telefono per qualche minuto al giorno, camminare nella natura, chiamare un amico invece di scrivere un messaggio, spegnere lo smartphone prima di dormire. Sono piccoli gesti, ma la ricerca scientifica mostra che possono migliorare benessere, concentrazione e qualità del sonno








