HomeLeccoCronacaRestaurare e riaprire Castello Prinetti: "Così si salva l’identità di Merate"Vetri rotti, finestre aperte, tende strappate, erba incolta. Sembra una vecchia casa dell’orrore. Castello Prinetti, storico maniero nel centro...Vetri rotti, finestre aperte, tende strappate, erba incolta. Sembra una vecchia casa dell’orrore. Castello Prinetti, storico maniero nel centro...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciVetri rotti, finestre aperte, tende strappate, erba incolta. Sembra una vecchia casa dell’orrore. Castello Prinetti, storico maniero nel centro di Merate che risale al IX secolo poi completamente ricostruito nel Settecento, è vuoto e abbandonato ormai da un decennio. Con la sua inconfondibile torre circolare che domina tutta la Brianza come un faro, è il simbolo della città: prima testimoniava i fasti, la ricchezza, l’operosità, la cultura e l’arte di Merate; ora rischia di diventarne l’emblema dello spopolamento, dell’impoverimento e dell’incuria. Per questo occorre salvarlo, restaurarlo, restituirlo ai meratesi, sebbene dall’immediato dopoguerra il castello appartenga alla parrocchia che però non sa che farsene né ha le risorse per gestirlo.
A riaccendere i riflettori su Castello Prinetti è Giacomo Ventrice, pensionato e militante politico locale di lungo corso di 66 anni, che in passato è stato, invano, il promotore di un’associazione per la salvaguardia del castello. "Nessuno comprende, mio malgrado, che senza un rilancio del castello, mai si avrà un rilancio del centro storico, anch’esso destinato all’abbandono e allo spopolamento – sostiene –. Le piazze, i negozi, la socialità del centro dipendono, indissolubilmente dalla sistemazione, dalla riapertura e dal rilancio del castello. Oggi, invece, Palazzo Prinetti è un segno visibile di una Merate che sta lentamente regredendo, con servizi via via inadeguati e lontani dai cittadini, incuria e degrado che si diffondono a macchia d’olio, maleducazione e inciviltà diffuse e accettate, progettualità di breve periodo".











