Lecco, ha però confermato la discontinuità con chi ha amministrato fino al mese scorsoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciNel nome dello zio. La ventunesima consigliatura comunale di Lecco nella storia repubblicana si è aperta all’insegna di Giulio Boscagli, ex sindaco democristiano di Lecco dal 1986 al 1993, scomparso nel 2024 all’età di 76 anni dopo essere stato anche assessore regionale, lo zio del neo sindaco Filippo Boscagli. "Io appartengo a una storia di cattolicesimo popolare che mi precede, che in questa città ha una lunghissima tradizione e nella quale mi inserisco, in un ruolo che è stato per due mandati al termine della Prima Repubblica di chi a prima guidato e poi accompagnato la quasi totalità della mia esperienza politica, Giulio Boscagli – le parole del nipote al termine del suo discorso di esordio –. Da lui ho imparato soprattutto un metodo: non fare mai politica da soli. La politica si costruisce coinvolgendo, ascoltando, condividendo".

Ma un inizio consigliatura anche nel segno di una dichiarata discontinuità rispetto a chi ha amministrato la città fino al mese scorso: i principali temi di cambiamento, legittimato da un risultato elettorale netto sia al prima che al secondo turno, sono sicurezza e viabilità, come rimarcato da Filippo Boscagli. Che però assicura: "Questo non significa assolutamente cancellare il buono, il giusto e quanto funziona nella nostra città; quanto va cambiato sarà cambiato, quanto va mantenuto sarà mantenuto". Ascolto, dialogo e confronto sono le parole d’ordine, "al contrario di come siamo stati trattati noi quando eravamo in minoranza", aggiunge il sindaco.