<p>Mettere a fattor comune le rispettive infrastrutture materiali o immateriali per essere competitivi su scala globale è la ricetta che Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, ha enunciato nel corso di una lectio magistralis dal titolo «Il coraggio di unire l'Europa - Leadership, finanza e competitività».

La consegna al banchiere della laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie all'Università di Palermo, conferita dal rettore Massimo Midiri, è stata l'occasione per suggerire al Vecchio Continente una ricetta per tornare competitivo nel nuovo scenario geopolitico.</p><p>«L'Europa deve imparare a mettere a fattor comune le proprie infrastrutture - che si tratti di mercati dei capitali, banche, industrie, energia, tecnologia o difesa», ha detto Orcel nel corso della lectio che ha tenuto nella sala delle Capriate. «Se non creiamo insieme queste fondamenta, non potremo mai essere davvero competitivi su scala globale».

Da qui la ricetta del ceo di Unicredit: «l'Europa deve eliminare le barriere interne che ancora esistono alla libera circolazione di beni e servizi, che oggi equivalgono rispettivamente a tariffe del 45% e del 110%.

Molti temono che un approccio basato su un maggior livello di integrazione possa compromettere identità e sovranità nazionale; in realtà è l'unico modo per proteggerle». </p><p>Un segnale chiaro in un momento in cui la banca di Piazza Gae Aulenti è impegnata nella scalata alla tedesca Commerzbank.