Le barriere nazionali che ancora dividono il mercato bancario europeo rischiano di trasformarsi nel principale ostacolo alla competitività del continente. È il messaggio lanciato ieri da Andrea Orcel, ceo di Unicredit, durante il summit Fii Priority Europe 2026 di Roma.
L"intervento assume un significato particolare visto che Unicredit è impegnata nella scalata a Commerzbank. «È meglio controllare qualcosa che non funziona o condividere qualcosa che funziona?
Questo è il problema che abbiamo, si teme di perdere la sovranità», ha subito incalzato Orcel, sintetizzando in una frase uno dei nodi centrali del dibattito economico europeo: il difficile equilibrio tra tutela degli interessi nazionali e necessità di costruire operatori in grado di competere su scala globale.
Un messaggio molto simile a quello lanciato martedì 17 dalla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera, che è anche commissaria della Concorrenza. «Se consideriamo il mercato bancario tedesco i clienti non sono soddisfatti. È un mercato in cui c"è la massima penetrazione di fintech ed è un mercato in cui le banche statunitensi stanno guadagnando la percentuale maggiore», ha osservato il ceo del gruppo di Piazza Gae Aulenti.










