<p>Renault non seguirà la strada intrapresa da alcuni concorrenti europei che stanno aprendo le porte ai costruttori cinesi per produrre le loro nei propri stabilimenti. È il messaggio più chiaro lanciato dal ceo François Provost, che in una roundtable con un ristretto gruppo di giornalisti internazionali, tra cui Milano Finanza, ha tracciato la strategia del gruppo francese per affrontare la concorrenza dalla Cina.</p><p>«Renault è un'azienda indipendente e il nostro piano Future Ready non dipende da nessuno», ha spiegato il manager.

In Europa il gruppo intende continuare a sviluppare internamente le proprie tecnologie e dimostrare che un costruttore europeo può restare competitivo senza ricorrere a piattaforme o tecnologie esterne. «Non ho alcun progetto di nuove partnership in Europa e non intendo collaborare con un costruttore cinese per produrre auto cinesi nei nostri impianti europei», ha affermato Provost, a differenza di alcuni concorrenti (riferimento implicito a Stellantis).</p><p>L'apertura resta invece sui mercati extraeuropei, dove Renault continuerà a collaborare con partner come Nissan e Geely, già impegnati insieme al gruppo francese rispettivamente in India, Corea del Sud e Brasile, mentre in Europa i modelli Ford sviluppati su piattaforma Renault «saranno al 100% Ford in termini di design ed esperienza cliente».</p><p>Sul fronte regolatorio il numero uno della casa della Losanga ha lanciato un nuovo appello a Bruxelles.