Il paradosso delle rinnovabili: «Chi ha gli impianti incassa sulla produzione e non sui consumi»01 luglio 2026 alle 00:38L’esperto: «In Sardegna possibile surplus da 10mila gigawattora, per esportare quell’energia il Tyrrhenian link non serve a niente»
Produrre per incassare, a prescindere dai consumi degli utenti. Funzionano così le rinnovabili e così si spiegano le richieste di connessione per 44,98 gigawatt presentate nell’Isola tra solare, eolico a terra e pale in mare con l’off shore. Si traducono in oltre 40mila gigawattora all’anno che «in alcun modo – dice l’ingegnere industriale Giovanni Cossu – possono essere trasferite nella Penisola, nemmeno se il Tyrrhenian link fosse concluso. Per esportare tutta quella energia, di nuovi cavidotti ne servirebbero tre, non uno».
La prospettiva
Il professionista ha ricostruito lo scenario sulla base di dati Terna aggiornati al 30 aprile. I 44,98 gigawatt includono i progetti che hanno superato un primo vaglio procedurale e sono all’esame del ministero dell’Ambiente (Mase). Cossu parte dall’inizio, ricordando che «la nostra Isola ha assegnata una quota di rinnovabili, da attivare entro il 2030, pari a 6,2 gigawatt. Vuol dire che c’è una domanda di impianti superiore di oltre sette volte all’obiettivo regionale di decarbonizzazione», ciò che assottiglia sempre di più il confine tra transizione ecologica e speculazione energetica.








