Il debutto al San Carlo nel 1980 e una fitta scia di eventi, comprese le opere interpretate da Pavarotti. Poi, dopo una «Traviata» nel 2018, una lunga assenza. Daniel Oren torna a Napoli con tre opere e un concerto, vero direttore principale della stagione 2026-27, la prima targata Fulvio Macciardi e presentata ieri nel foyer. Una stagione che guarda al passato illustre del teatro più bello del mondo e che, contemporaneamente, si proietta verso il futuro. Perché l’appuntamento importante è nel 2037, quando si celebreranno i primi trecento anni dalla fondazione. E dunque nei dieci anni che mancano sarà un continuo conto alla rovescia. Innanzitutto, annuncia il sovrintendente, «ci saranno dei focus sulle pagine scritte per il San Carlo». Dunque s’inizia subito con Verdi e la «Luisa Miller» (che qui debuttò l'8 dicembre del 1849) attesa in apertura di stagione il 2 dicembre con Oren sul podio, Marianna Sicilia nel ruolo del titolo e Piotr Beczala come Rodolfo.
Teatro San Carlo, presentata la stagione 2026/2027: ecco il programma completoPoi spazio a Donizetti e a Rossini. «Naturalmente la scelta è ampissima, ci sono moltissime opere nate per il nostro Lirico che vanta una vera e propria epopea musicale, tutta da valorizzare», insiste Macciardi affiancato dal sindaco-presidente del cdi Manfredi, dall'assessore regionale alla cultura Cutaia, dal rappresentante del ministero Antonio Marcellino, capo segreteria del sottosegretario Cannella. Tutti insieme per raccontare il dopo-Lissner e una serie di stagioni segnate sopratutto dai big della lirica. In questa occasione, invece, si delinea un cartellone che non rinuncia alle grandi voci, a partire da Placido Domingo atteso in concerto il 17 dicembre con Sonia Yoncheva (a 55 anni al suo debutto partenopeo dove si registra solo un'altra presenza nel 1981 con «Tosca»), ma che cerca di tenere in equilibrio regia, direzione, cast. E che offre un vasto caleidoscopio di concerti sinfonici con direttori come Charles Dutoit, Ton Koopman, Bertrand De Billy, Alexander Soddy, Pietari Inkinen (per la prima volta a Napoli). Mentre il cartellone resta in gran parte dedicato a Beethoven di cui si celebrano i duecento anni dalla scomparsa, con la Nona diretta da Oren, quindi i suoi concerti per pianoforte con Gorini, Cominati, Bavouzet, Dovgan e il Triplo concerto con Gabriele Pieranunzi e Bruno Canino. Restano affidati ai solisti dell’orchestra i concerti cameristici pomeridiani domenicali. E torna il festival pianistico ora realizzato in collaborazione con l’Associazione Scarlatti: Alexander Gadjiev, Michele Campanella (festa per gli 80 anni), Louis Lortie e Alexander Lonquich. Tra gli undici titoli d’opera, ben cinque le nuove produzioni. Dalla «Luisa Miller» inaugurale affidata alla mano esperta di Davide Livermore (recentemente applaudito per «Adriana Lecouvreur» e che ricorda il suo debutto nell'opera proprio a Napoli nel 1999 con «La colomba ferita» al Mercadante), a Serena Senigaglia chiamata a dirigere a febbraio una nuova «Aida» con Palumbo sul podio, il ritorno di Maria Josè Siri e Ganci come Radames (opera attesa anche in tour in Giappone). Tra le nuove produzioni due sono dedicate al Settecento napoletano e portano la firma, alla regia, di uno storico collaboratore di Roberto De Simone, Mariano Bauduin: il 17 aprile il Donizetti di «Otto mesi in due ore o sia Gli esiliati in Siberia»; e di Paisiello, il 20 aprile, «Nina o sia La pazza per amore» con un direttore esperto del repertorio barocco come Flavio Biondi e nel ruolo del titolo una soprano uscita dall’accademia del San Carlo, la già applauditissima Désirée Giove. Tra gli allestimenti storici da segnalare la ripresa della «Madama Butterfly» con la regia di Ozpetek qui diretta da Francesco Ivan Ciampa e Anna Pirozzi come Cio-Cio-San; e «Il barbiere di Siviglia» di Filippo Crivelli con Dantone sul podio e nel cast De Candia. All’Arena Flegrea, invece, la «Tosca» firmata De Angelis. In arrivo da Roma «Pagliacci» firmato Zeffirelli nel 1992 con Fabio Sartori che si alterna come Canio con Yusif Eyvazov; e «La damnation de Faust» con la regia di Michieletto con Alex Esposito, René Barbera e Annalisa Stroppa (che si alterna con la campana Teresa Iervolino nei panni di Marguerite). Da Venezia Fenice arriva quindi «Peter Grimes» nella lettura di Paul Curran con Gregory Kunde protagonista. La locandina delle proposte d’opera si conclude con una commissione in collaborazione con il teatro Alighieri di Ravenna: «La chute de la maison Usher», opera di cui esistono frammenti di Debussy ma che il compositore francese non completò mai e qui affidata Alessandro Solbiati. Per la gioia dei ballerini e del direttore della compagnia Renato Zanella, tanto spazio per la danza con ben sei titoli e un gala dedicato alla storica direttrice della scuola di ballo, Anna Razzi, con stelle anche da altre compagnie e dall'estero. Non mancherà lo «Schiaccianoci» natalizio, attesa per «La dame aux camèelias» di Deane, «L'histoire de Manon» di MacMillan, «Zorba» di Massine.







