Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl nome, Pregis, non vuol dire niente. O meglio: è un bisillabo facile da ricordare in cui «pregi» ricorda la qualità dei prodotti che vengono offerti da 60 anni, e quella s è un tocco di nobiltà, un po’ come Antonio De Curtis in arte Totò. Maurizio Danese, socio fondatore di Pregis, ha le idee chiare: insieme ai soci ha messo su una rete capillare che copre tutt’Italia per le esigenze della ristorazione e ricettività, commercializzando prodotti alimentari e non, con un focus specifico sul mondo Horeca, cioè l’industria del consumo fuori casa. Se andate a mangiare una pizza con gli amici c’è forte caso che gli ingredienti siano usciti dai magazzini Pregis e spediti in tempi rapidi nel posto in cui vi trovare con la birra in mano, per capirci; certo è che a Danese non è caduta alcuna manna dal cielo.
La crescita di Pregis e il ruolo di Maurizio Danese
Lo spiega a Stefano Lorenzetto per L’Arena, lui che da un magazzino di 400 mq nel quale all’inizio dovettero esporre anche gli scatoloni vuoti perché sennò sembrava più vuoto, è passato a costituire Pregis. Il segreto? Tenere unita l’azienda con lavoro di squadra, lui che è chiamato come «uomo spogliatoio». E l’uomo spogliatoio che, trovandosi facendo da ad di Veronafiere Spa ha portato i biglietti del Vinitaly a 120 euro perché gli espositori vanno lì per lavorare e non per fare una sagra (e ha avuto ragione: il Vinitaly fa ottimi numeri e per chi vuol fare bisboccia ci sono gli eventi in centro a Verona), ha saputo costituire con Pregis un gigante che conta 30mila clienti, 400 dipendenti (altri 3.100 nell’indotto), 634 agenti monomandatari, 795 automezzi e 35 bilici. Consegne a quota 1,3 milioni l’anno, fatturato che quest’anno si prevede chiuda a 800 milioni.








