Milano, 30 giu. (askanews) – “È possibile un ammutinamento su vasta scala che coinvolga l’esercito in Russia? Putin dovrebbe temere un colpo di stato militare?” Domande impensabili per la Russia solo fino a qualche mese fa, ma oggi se le pone il sito di opposizione Meduza dopo un caso altrettanto sorprendente: Alexander Lunin, ex comandante di una squadra di ricognizione del battaglione volontario Sudoplatov, è stato arrestato e trattenuto per 11 giorni dopo aver pubblicato un appello-video rivolto al presidente russo Vladimir Putin, in cui denunciava maltrattamenti ai danni dei soldati e avvertiva di un possibile ammutinamento se le condizioni non fossero cambiate. Lo ha riferito il 27 giugno un canale Telegram che ha pubblicato la versione di un amico della famiglia; la moglie Tatyana ha successivamente confermato via social che l’uomo è vivo, raccontando inoltre irruzioni notturne di persone che si sono presentate come poliziotti nella loro abitazione nella regione di Vorone.
Il video di Lunin, che ha raccolto milioni di visualizzazioni, denuncia torture e pressioni sui soldati affinché consegnino denaro e obbediscano a ordini “stupidi e suicidi”. Nell’appello il militare minacciava che, se non fosse stato ricevuto “al Cremlino” per parlare direttamente con Putin, l’esercito avrebbe potuto rivolgere le armi contro il potere centrale. Dmitry Peskov, portavoce del presidente, ha commentato la vicenda definendo la dichiarazione “piuttosto strana” e dichiarando di non averla ancora esaminata ufficialmente.










