Il soldato russo: "Soprusi nell'esercito"

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In Russia c'è una regola non scritta ma chiara a tutti a cui nessuno può sottrarsi se vuole continuare a vivere: mai mettersi contro Putin. E così Aleksandr Lunin, il soldato russo che nei giorni scorsi aveva chiesto un incontro allo Zar per riferirgli quella che definiva la reale situazione dei militari impegnati al fronte in Ucraina, è stato arrestato. Puntuale, puntualissima, è arrivata la repressione per chi in qualche modo ha provato a sfidare il regime del Cremlino non sposando quella che è la versione ufficiale racconta al mondo. Secondo quanto si è appreso, Lunin è stato arrestato per 11 giorni con l'accusa quantomeno sommaria di aver esibito simboli estremisti o nazisti, poco dopo aver diffuso sui social il video in cui, di fatto, sfidava Putin.Ma in un Paese in cui la libertà non esiste e la censura è fortissima, il suo video di denuncia è diventato un caso, anche in Russia. Lunin ha infatti detto di voler raccontare "tutta la verità" su quanto accade nell'esercito e aveva avvertito che, in assenza di un incontro, tra i militari avrebbe potuto maturare una rivolta. I suoi video sono diventati virali nel giro di breve in Russia e rilanciati anche all'estero. Anche perché l'ex comandante di battaglione sosteneva di parlare a nome di numerosi militari impegnati nella guerra in Ucraina e denunciava, tra le altre cose, una situazione insostenibile tra le fila dell'esercito. Torture, estorsioni, detenzioni arbitrarie in celle improvvisate, missioni suicide imposte come punizione e persino uccisioni mascherate da dispersi.