Il suo nome è Alexandr Lunin ma potrebbe chiamarsi in mille modi diversi. Ha minacciato Vladimir Putin: «ricevimi al Cremlino o l’esercito si ammutinerà». In un video che in poche ore ha raggiunto 5 milioni di visualizzazioni, Lunin ha dichiarato di essere stato avvicinato da tre rappresentanti di alto livello della Difesa che gli hanno trasmesso un messaggio per il presidente. «Non è un bluff» ha spiegato in un altro video, «l’esercito russo non ne può più».
Chi sia Alexandr Lunin ce lo dice il media russo indipendente Meduza: «ha combattuto in Ucraina con la 150° Divisione Fucilieri Motorizzata e ha riportato una commozione cerebrale». Secondo un altro media indipendente russo, Agents media, era l’ex comandante del battaglione di volontari “Sudoplatov” a Melitopol. Il nome e cognome corrispondono alla persona che parla in video, che indossa la giacca militare e ha diverse medaglie appuntate sul petto. «Se a breve non verrò ricevuto al Cremlino e non parlerò in diretta tv accanto a lei, Vladimir Vladimirovich (Putin, ndr) l’esercito punterà le armi contro Mosca» dice Lunin. Ma di cosa dovrebbero parlare?
«Nessuno vuole uno spargimento di sangue. Vi prego solo di far sapere al presidente che da noi si arriverà al caos totale se le cose continueranno così. Perché mandano tantissime persone a svolgere missioni impossibili da portare a termine. E da lì non tornano più. E la gente non vuole più andare, ma per questo viene punita». La situazione al fronte che descrive Lunin è disastrosa: «Decine, centinaia, migliaia dei nostri soldati sono rinchiusi in delle fosse, puniti dai loro comandanti. Stanno lì, marciscono, sottoposti a torture e violenze da parte della cosiddetta Gestapo, per essersi rifiutati di eseguire ordini stupidi e suicidi, per essersi rifiutati di consegnare le proprie risorse finanziarie. Alla fine, vengono sterminati e dichiarati dispersi in azione».











