«Quando entriamo famme tante foto e tanti video, e fammeli belli!». Il senso è tutto lì, certificare che in un modo o nell’altro quella sede è stata varcata. Poi che non fosse proprio Montecitorio ma l’ex Banco di Napoli, dall’altra parte della piazza, è un formalismo, «noi non li facciamo questi giochetti», dice Luca Marsella, portavoce di Casapound dopo essere uscito dal palazzo.

Ieri mattina il comitato Remigrazione e riconquista ha depositato le 150mile firme che ha raccolto a sostegno dell’omonima legge di iniziativa popolare. La stessa che il 30 gennaio scorso aveva cercato di presentare nella sala stampa della Camera, ospiti di Domenico Furgiuele, allora leghista oggi vannacciano. L’evento fu impedito da parlamentari delle opposizioni, occupando la sala con annesse successive sanzioni. Sei mesi e una campagna mediatica a tambur battente dopo (aiutata dalle firme digitali che consentono il massimo risultato con il minimo sforzo) i remigrazionisti si sono ripresentati a Montecitorio, con alla mano vistosi faldoni blu con le firme. Per l’occasione la zona era stata presidiata ben oltre il normale: in tutte le vie limitrofe alla Camera le forze dell’ordine controllavano gli accessi con agenti e transenne, più di una camionetta della polizia si aggirava tra piazza Montecitorio e via del Corso.