La chiamano “road rage”, ed è quell’esperienza di sfogare la propria ira alla guida che molti prima o poi vivono sulla propria pelle. Ora si può coniare il termine “rail rage” indicando la rabbia scaricata dentro la carrozza di un treno. Secondo il sindacato dei pendolari ferroviari Crufer, infatti, molti dei ritardi accumulatisi lungo le ferrovie dell’Emilia-Romagna sono causati proprio dalle intemperanze dei passeggeri. Soprattutto dalle discussioni coi controllori per un biglietto non pagato o non timbrato. «Stanno crescendo ritardi e soppressioni per la presenza di viaggiatori intemperanti o sprovvisti di titolo di viaggio, con ripercussioni significative a danno dell’utenza regolare», dice il sindacato. La questione è delicata, oltre ai disagi per un treno arrivato in ritardo ci sono gli episodi di violenza. Il Crufer infatti rileva «un aumento degli episodi di aggressione ai danni del personale delle imprese ferroviarie». Insomma, i convogli della regione sono sempre più teatro di situazioni spiacevoli, sfoghi di rabbia verbali e fisici, per i quali secondo il comitato pendolari «è indispensabile un’analisi approfondita delle cause, anche di natura sociale e sociologica, per consentire interventi idonei a prevenire situazioni inaccettabili e potenziali minacce per la sicurezza della mobilità».
Treni, la denuncia dei pendolari: “Ritardi causati da intemperanze di passeggeri senza biglietto”
Il Crufer segnala anche un aumento delle aggressioni al personale in Emilia-Romagna










