FRIULI VENEZIA GIULIA - Pendolari esasperati, studenti costretti a partire con largo anticipo per raggiungere gli esami e viaggiatori alle prese con cancellazioni scoperte soltanto una volta arrivati in stazione. È il bilancio delle settimane segnate dai cantieri ferroviari tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, che hanno provocato pesanti ripercussioni sulla mobilità regionale e acceso anche la protesta politica. Ieri la responsabile regionale Lavoro del Pd Fvg, Valentina Francescon, ha denunciato la carenza di informazioni e i continui disagi per lavoratori e utenti.
LO SPIRAGLIO Ora però il conto alla rovescia è iniziato. Si avvia infatti alla conclusione il calendario dei cantieri che da giorni manda in tilt la rete ferroviaria tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Gli interventi di manutenzione programmata nelle stazioni di Treviso, Sacile, Pordenone, Casarsa e Udine, partiti l’8 giugno, si chiuderanno il 25. Rfi, interpellata sull’andamento dei lavori, ha confermato che si procede nei tempi previsti: un bilancio definitivo sarà possibile solo a cantiere chiuso, ma la fine delle soppressioni quotidiane è ormai vicina. LE DIFFICOLTÀ Prima del traguardo, il 23 e il 24 giugno la circolazione sul tratto Casarsa-Sacile-Conegliano-Treviso-Venezia è la più critica degli ultimi giorni di cantiere, in entrambe le direzioni: otto treni regionali cancellati o limitati, sostituiti da bus con tempi di percorrenza più lunghi e cambi. Il 25 giugno, ultimo giorno di cantiere, restano fuori servizio due collegamenti sull’asse Trieste-Venezia, con bus sostitutivo da Treviso. IL BILANCIO Non sono mancati nemmeno i ritardi sui treni non interessati da cancellazioni. Il 12 giugno l’Intercity notte 770 Trieste-Roma viaggiava con 84 minuti di ritardo a Pordenone e 64 a Udine; il 20 giugno lo stesso convoglio ne accumulava oltre 60 a Udine e più di un’ora a Pordenone. Il 10 giugno il regionale 16754 Venezia-Trieste via Udine toccava i 70 minuti di ritardo a Pordenone, un’ora a Udine e 90 minuti a Trieste. Ritardi tra i 30 e i 40 minuti si sono registrati anche sulla Udine-Venezia, sulla Trieste-Sacile e sulla Trieste-Venezia via Udine, quest’ultima tra cancellazioni e integrazioni con bus andata a singhiozzo per quasi tutto il mese. A farne le spese sono soprattutto i pendolari. LE TESTIMONIANZE Alcuni studenti dell’Università di Udine hanno raccontato di doversi organizzare con largo anticipo per arrivare in tempo agli esami: i bus sostitutivi allungano i percorsi di circa mezz’ora. Non va meglio a chi viaggia su altre tratte e perde le coincidenze: sono state settimane di disagi diffusi per chi sui treni della zona si muove ogni giorno. LA POLITICA A puntare il dito è anche la politica. «Anche stamane treni bloccati senza preavviso da e verso Pordenone, di fatto impossibile da raggiungere per i pendolari, per la cancellazione dei convogli anche nelle classiche fasce garantite durante gli scioperi», ha denunciato ieri Valentina Francescon, responsabile regionale lavoro del Pd Fvg, presente questa mattina alla stazione di Casarsa durante un nuovo blocco della circolazione. «Sono state attivate alcune corse di bus sostitutivi verso Pordenone, ma la prima opzione utile da Casarsa era una corriera in partenza alle 9 e 09: inutile per i lavoratori», ha raccontato Francescon, che ha parlato di «viaggiatori giustamente infuriati» davanti ad annunci di cancellazione scoperti solo all’arrivo in stazione.«C’ero anch’io in stazione assieme a un gruppo nutrito di persone – ha attestato l’esponente dem – spazientite ed esasperate perché solo quando sono arrivate alle partenze hanno scoperto la cancellazione di una serie di treni di cui solo alcuni sostituiti con autobus». La responsabile dem ha chiesto alla Regione di intervenire con Rfi per una campagna d’informazione più chiara: «È scandaloso che non sia data un’informazione capillare, preventiva e puntuale su quali treni subiranno ritardi o cancellazioni e quali alternative vengono fornite. È peraltro assurdo sospendere la circolazione proprio negli orari in cui si muovono prevalentemente i lavoratori pendolari». Il conto alla rovescia è agli ultimi giorni. I cantieri che dall’8 giugno hanno interessato regionali e lunga percorrenza su più direttrici – dalla Venezia-Udine-Trieste alla Venezia-Treviso-Belluno, fino al nodo di Pordenone e Casarsa – si chiudono il 25. Manca poco, e i disagi più pesanti saranno solamente un brutto ricordo.








