Home
conduttore della Zanzara nel suo nuovo libro detta i suoi no, all'antifascismo come al proibizionismo
30 giugno 2026 | 20.01
LETTURA: 3 minuti
Provocazione, satira e irriverenza. Declinate in ordine alfabetico, parola per parola -dalla A di 'Accoglienza' (con l'Italia da gestire come un albergo ben tenuto, con prenotazioni, pagamenti e stanze da lasciare in ordine, "evitando di stuprare le turiste del terzo piano"), alla 'Z' di 'Zoccola' che non deve essere per forza un'offesa "perché non si deve essere razzisti con chi vende il proprio corpo". E' il dizionario 'enciclopedico', in poco più di 250 pagine che il conduttore radiofonico della Zanzara, Giuseppe Cruciani, offre ai lettori nel suo 'Libertà - Tutto Cruciani' dalla A alla Z, l'alfabeto del politicamente scorretto', edito da Cairo, in vendita a 18 euro. Nella sua ricerca di quello che (quasi) nessuno ha il coraggio di dire, ma forse qualche volta ha attraversato il pensiero di tanti di noi, Cruciani pare indossare -mentre scrive- gli occhiali scuri che sempre ha con sé: li usa per filtrare ogni parola, innanzi tutto per mettere a fuoco ogni 'etichetta', e rimandarla al mittente. Così fa per 'Antifascismo' che è "l'idea fissa nella testa di chi non ha nulla in testa", di chi "vede continuamente il ritorno del pelatone sotto altre spoglie". Ce n'è anche per il linguaggio politicamente corretto, perché per esempio del 'Body shaming' non se ne può più. "Abbiamo trasformato ogni critica, ogni battuta, ogni azzardo in un possibile reato", sbotta.








