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Fabio Savelli

La svolta verso l’intelligenza artificiale e prodotti senza fumo, come le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina. Tensione tra sindacati ed azienda anche alla Philip Morris a Bologna: il nodo degli organici

La multinazionale British American Tobacco avvia una profonda riorganizzazione globale con l'obiettivo di ridurre i costi e accelerare la trasformazione del proprio modello di business, sempre più orientato verso i prodotti alternativi alle sigarette tradizionali. Il gruppo britannico, produttore di marchi come Lucky Strike e Dunhill e quotato alla Borsa di Londra, ha annunciato il taglio di 5.500 posti di lavoro nel mondo e l'esternalizzazione di circa 3.500 ulteriori posizioni, per un totale di circa 9.000 lavoratori coinvolti, quasi un quinto della forza lavoro complessiva di 47.000 dipendenti.

Il piano di tagliIl piano punta a generare risparmi per 600 milioni di sterline l'anno (circa 695 milioni di euro) entro il 2028. La strategia si basa su una maggiore efficienza operativa, sull'impiego delle nuove tecnologie e su un ricorso sempre più ampio all'intelligenza artificiale, in un contesto segnato dal progressivo calo della domanda di sigarette tradizionali e dalla necessità di investire nei prodotti a rischio ridotto. La ristrutturazione interesserà le attività del gruppo a livello globale, ma non coinvolgerà gli Stati Uniti, principale mercato di Bat, gestito attraverso la controllata Reynolds American.