martedì 30 giugno 20263' di letturaIl 10 giugno scorso ha segnato un passo in avanti per il nostro Paese, in vista dell’attuazione nazionale del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale ossia il più comunemente noto AI ACT. In tema di biometria, si distingue l’identificazione remota in tempo reale a seconda dell’utilizzo, che può essere a scopi preventivi o all’interno di un procedimento penale. Argomenti e tematiche che fino a poco tempo fa potevano sembrare pura fantascienza, sono oggi di dibattito per le amministrazioni nazionali ed europee, al fine di garantire un accesso normato alle nuove tecnologie, rispettando privacy e diritti dei cittadini.In questo ambito si colloca la ricerca che il Centro Studi Comtel (realtà attiva da oltre 30 anni nell’integrazione di sistemi ICT in Italia per la trasformazione digitale delle imprese) ha commissionato alla Scuola Superiore Sant’Anna (a cui ha partecipato anche il gruppo di ricerca Criminal Law, Economy, Transnational Dimension and Digital Transition dell’Istituto Dirpolis).Se da un lato le tecnologie biometriche sono oggi centrali, sia in ambito pubblico che privato, c’è bisogno che di conciliare queste nuove tendenze con i diritti fondamentali della persona: l’uso di sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici per finalità di law enforcement è, infatti, vietato, salvo eccezioni rigorose (es. ricerca di persone scomparse, minacce terroristiche o simili). Altro esempio sempre più diffuso è quello dell’identità digitale: come mette in evidenza lo studio Comtel sempre più strumenti (SPID, CIE, wallet europeo) rafforzano la sicurezza ma aumentano la responsabilità nella gestione dei dati. Proprio la vulnerabilità delle credenziali digitali rappresenta una criticità, la compromissione dei dati biometrici può avere effetti permanenti. Per tale ragione il gruppo di lavoro, Comtel – Scuola Superiore Sant’Anna, propone lo sviluppo di modelli regolatori adattati ai diversi contesti (pubblico, privato, law enforcement), con particolare attenzione alla cooperazione pubblico-privata e alla gestione del rischio biometrico.Con la svolta del 10 giugno l’Italia punta a posizionarsi tra coloro che favoriscono lo sviluppo tecnologico, senza però mantenere un concreto presidio di sicurezza a tutela dei cittadini. La biometria, difatti, non è utilizzata solo per fini di sicurezza pubblica ma si applica in molti altri ambiti, come ricorda lo studio: autenticazione digitale, servizi privati, contesti lavorativi, finance, healthcare, trasporti solo per fare degli esempi. Le tecnologie biometriche e l’identità digitale, dunque, sono centrali nella nostra società (e non si può tornare indietro) ma hanno bisogno di trovare un equilibrio, conciliando il loro utilizzo con la sicurezza e la tutela dei diritti personali. Questa è la sfida che attende i legislatori europei, partendo dalla centralità della tutela dei cittadini, delle aziende e delle istituzioni. Degli strumenti già ci sono, Comtel ha investito in passato avendo oggi nel proprio portfolio una soluzione all’avanguardia, installata in oltre 80 aeroporti di 5 continenti, con un tasso di affidabilità superiore al 90%. Una tecnologia di riconoscimento facciale che si è classificata ai vertici dei test condotti dal National Institute of Standards and Technology (NIST), in particolare nelle valutazioni di Face Recognition Technology Evaluation. È stata riconosciuta la massima precisione del prodotto, che ha ottenuto risultati di eccellenza con un tasso di errore di autenticazione estremamente basso. Una tecnologia ideale per numerosi settori che quotidianamente si interfacciano con un grande afflusso di pubblico: trasporti, hospitality, banche-finance, eventi e molto altro.“La ricerca ed il progresso scientifico hanno aperto scenari incredibili. Siamo entusiasti di quanto stiamo portando avanti, consapevoli però che è necessario un confronto costante tra soggetti pubblici e privati per normare l’utilizzo delle nuove tecnologie, a tutela dei singoli e della comunità. Non dobbiamo rinunciare ad essere umani, ma dobbiamo saper cogliere i benefici che questa nuova rivoluzione tecnologica sta apportando” ha commentato Carlo Nardello, Presidente Comtel.