Pavia. Percorri ogni giorno la stessa strada, per lavoro. Diventa un’abitudine, ci passi senza neanche farci più caso. Poi un pomeriggio quella strada diventa il teatro di una scena di terrore. Finisci nel mirino di tre truffatori, che vogliono farti credere di aver danneggiato la loro auto per spennarti dei soldi. Non ci caschi e tiri dritto, ma loro iniziano a inseguirti. L’incubo finisce con la vittima che si nasconde in un centro commerciale, evitando il peggio e “cavandosela” con la macchina ammaccata. Le conseguenze peggiori, però, sono psicologiche: «A distanza di venti giorni, appena vedo una macchina rallentare davanti a me, mi vengono i brividi», racconta la donna di 64 anni che ha dovuto affrontare la vicenda. Il racconto È successo a inizio giugno, lungo la Vigentina. «Come ogni giorno, stavo percorrendo per andare a lavoro il tratto di Vigentina che collega il rondò per Mirabello a quello della tangenziale, alle 15 circa – racconta la donna, che preferisce rimanere anonima –. All'altezza del distributore, un’auto di marca Jeep che mi precedeva sulla carreggiata inizia a rallentare e accosta a destra. L'auto appena davanti a me la scosta e supera. Io rallento e inizio il sorpasso, ma appena affianco la Jeep sento un colpo alla fiancata». In pochi secondi la 64enne ha capito di essere finita nel mezzo di una tentata “truffa dello specchietto”: il truffatore simula un incidente stradale per trovare una scusa con cui chiedere dei soldi. «Controllo sia i miei specchietti che quelli dell’altra auto, quando vedo che erano integri capisco che si tratta di un tentativo di truffa – prosegue la 64enne –. Inizio ad accelerare e vengo inseguita dalla Jeep con a bordo tre giovani uomini, che mi affiancano suonando il clacson e urlando di fermarmi cercando di spingermi fuori strada. Ho visto la rabbia e gli occhi strabuzzati del guidatore, l'ho proprio visto in faccia». Alla paura, la donna ha reagito con il coraggio. «Li mando a quel paese e proseguo dritto, ma loro si accodano, venendo vicinissimi sempre strombazzando, poi si affiancano alla mia destra». La donna avrebbe dovuto svoltare, per andare a lavoro, ma a quel punto ha deciso di proseguire dritto. «Mi sembrava più sicuro fermarmi al Carrefour, con più gente intorno. Ho parcheggiato il più possibile vicino all'ingresso e sono entrata». È stata la scelta giusta. Dopo essersi riparata dentro al centro commerciale, i tre se ne sono andati. Non prima di danneggiare la fiancata dell’auto della donna. «Svanita la rabbia, l’adrenalina e la tanta paura di ritrovarmeli davanti, ho segnalato al 112 l’accaduto. Nella concitazione non sono riuscita a prendere la targa, quindi sarà difficile risalire ai responsabili». L’inseguimento ha segnato la 64enne. «Mi chiedo, cosa sarebbe successo se mi fossi fermata? Mi avrebbero chiesto dei soldi che non avevo perché non porto quasi mai contanti con me. E quindi? Avrebbero preso la catenina? Mi avrebbero costretto ad andare ad un bancomat a prelevare? Non lo so. Sono la vittima ideale, donna, da sola, con i capelli bianchi, su di un' auto di piccola cilindrata. Non hanno calcolato la mia smisurata incoscienza di reagire così».
Pavia, i truffatori la inseguono in auto, lei si rifugia nel centro commerciale: «Un incubo da cui non mi riprendo»
Parla la vittima: «Sono riuscita a scappare, le loro facce facevano paura»






