La polizia ha destituito l’agente Carmelo Cinturrino, assistente capo del commissariato Mecenate di Milano e indagato per omicidio volontario per aver ucciso il 26 gennaio il 28enne di origini marocchine Abderrahim Mansouri a Rogoredo, quartiere alla periferia sudest di Milano. A febbraio Cinturrino, che ha 42 anni, era stato arrestato dalla polizia mentre era in servizio e a maggio il tribunale del riesame aveva respinto la sua richiesta di arresti domiciliari. La destituzione di un agente comporta la rimozione dal ruolo e viene decisa quando la sua condotta ne abbia reso incompatibile la permanenza in servizio.
Inizialmente Cinturrino e altri agenti avevano detto che Mansouri, noto alla polizia per vari precedenti penali, aveva puntato contro di lui una pistola, poi rivelatasi a salve. Le indagini avevano messo in dubbio questa ricostruzione e Cinturrino era stato arrestato perché la procura aveva stabilito che l’uomo ucciso non aveva con sé nessun’arma al momento della morte, e che la pistola ritrovata vicino al suo cadavere era stata messa lì in un secondo momento. Secondo la procura ci sarebbe stato quindi un tentativo di depistare le indagini da parte della polizia.
Oltre a Cinturrino gli agenti indagati in relazione alla morte di Mansouri sono sei: quattro erano stati indagati fin da subito per favoreggiamento, per aver almeno inizialmente sostenuto la versione di Cinturrino, considerata falsa, e per omissione di soccorso, perché avrebbero aspettato diversi minuti per chiamare i soccorsi per Mansouri, agonizzante dopo lo sparo. A marzo sono stati indagati anche altri due agenti, una donna accusata di falso e un uomo accusato di arresto illegale.










