Prendi un premio Nobel per la Fisica come Giorgio Parisi, un ingegnere nucleare conosciuto soprattutto per essere stato per una decina di anni amministratore delegato e direttore generale di Enel come Francesco Starace, invitali a parlare di energia e vedi cosa ne vien fuori. L’idea è venuta ai vertici di Alleanza Verdi e Sinistra, che questa mattina hanno organizzato alla sala Capranichetta di piazza Montecitorio il convegno dal titolo “Energia, Democrazia, Pace”. Qui di fronte, alla Camera dei deputati, poco meno di un mese fa è stato dato il primo via libera al ritorno del nucleare in Italia. E, a sentire i due protagonisti dell’appuntamento ideato da AVS, maggioranza parlamentare e governo Meloni stanno facendo un clamoroso errore in termini economici e di strategia, indipendenza e sicurezza energetiche. Il motivo lo spiega bene Starace con un racconto che incrocia fatti storici e vicende personali: «Mi sono laureato in ingegneria nucleare nel 1980. La stagione nucleare è iniziata dopo la guerra del Kippur e il primo shock petrolifero degli anni ’70. A cavallo del nuovo decennio c’è stato un forte sviluppo di questa tecnologia perché si cercavano alternative all’utilizzo del petrolio. E questa tecnologia è quella di cui ancora oggi il mondo dispone. È insomma obsoleta. Oggi si parla di nuove tecnologie? C’erano già quando mi sono laureato io e già all’epoca non erano state valutate come convenienti o promettenti. Tecnologie veramente nuove le vedremo concretamente forse nel 2040 o 2050, non a breve. Ci troviamo insomma in uno spazio temporale morto, per quel che riguarda il nucleare. Il passato è passato, lo vediamo nello specchietto retrovisore, e il futuro che vediamo nella nostra testa in realtà ancora non c’è, né ci sarà a breve». La domanda, allora, che tra gli altri mette provocatoriamente sul piatto il direttore generale di Irena Francesco La Camera è: perché in Italia si parla così tanto di nucleare? Parisi una risposta ce l’ha, ed è questa: «Il nucleare viene usato dal governo come un’arma di distrazione di massa. Molto probabilmente non verranno fatte nuove centrali, anche perché come dimostrano le stesse difficoltà nell’individuare un’area per il deposito nazionale delle scorie, a causa della particolare conformazione dell’Italia dal punto di vista del rischio sismico e idrogeologico non si riuscirà a decidere dove costruirle. Però intanto il governo può parlare di nucleare, invece di spiegare come concretamente si potrebbero diminuire i consumi energetici, abbattere le emissioni, produrre maggiore energia pulita e garantire indipendenza e sicurezza energetica al nostro Paese».
«Arma di distrazione di massa» che galleggia in «uno spazio temporale morto»: il nucleare visto dal premio Nobel e dal manager
Prendi un premio Nobel per la Fisica come Giorgio Parisi, un ingegnere nucleare conosciuto soprattutto per essere stato per una decina di anni amministratore delegato e direttore generale di Enel come Francesco Starace, invitali a parlare di energia e ved








