Torna l’energia nucleare in Italia, centrali operative già nel 2033, energia a basso costo e meno dipendenza dal gas: gli annunci del governo Meloni si sono intensificati, dopo l’approvazione della legge delega in Parlamento. Ma diversi esperti, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e l’ex ad di Enel Francesco Starace, hanno confermato anche a Fanpage.it che le cose non sono così semplici.
A sentire le dichiarazioni del governo Meloni e in particolare del ministro per l'Ambiente Pichetto Fratin, l'Italia è a un passo dal tornare ad essere una potenza nucleare. Da quando il Parlamento ha approvato la legge delega sulle centrali atomiche, a inizio giugno, l'esecutivo ha dato un'accelerata alle promesse sulla produzione di energia pulita e a basso costo che dovrebbe rendere l'Italia più indipendente da altre grandi potenze. Il problema è che, se invece si ascoltano gli esperti, si scopre che la situazione è ben diversa.
Francesco Starace, ex amministratore delegato dell'Enel, ha risposto un secco "no" quando Fanpage.it gli ha chiesto se fosse realistico immaginare di vedere delle centrali attive entro il 2035, come promesso dal ministro Pichetto. "No, non è realistico, e lo sanno tutti. Lo sa anche lui", ha commentato Starace. Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica nel 2021, ha detto a Fanpage.it – a margine dell'incontro "Energia, democrazia e pace" organizzato da Alleanza Verdi-Sinistra alla Camera, dove è intervenuto anche Starace – che quello dell'esecutivo sul nucleare ia nucleare è un "bluff". Dalla politica arrivano promesse che non potranno davvero essere mantenute, ma nel frattempo l'energia atomica viene usata come "arma di distrazione di massa" per allontanare l'attenzione dalle vere sfide che l'Italia dovrebbe affrontare, sul piano energetico.









