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22 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:49
Il 2025 per l’energia nucleare non sarà da record come il 2024, anzi: la produzione dall’atomo è destinata a calare inesorabilmente entro il 2030 secondo le conclusioni del World Nuclear Industry Status Report 2025, il rapporto sullo stato dell’industria nucleare realizzato da organizzazioni e ricercatori indipendenti e presentato a Roma lunedì 22 settembre. Le cause: ritardi cronici, investimenti ridotti, maggiore competitività delle rinnovabili, tecnologie non ancora avviate né sviluppate. Per rimanere sugli stessi livelli al 2030 servirebbero 44 nuovi reattori costruiti a una velocità doppia rispetto ai tempi attuali. E i reattori modulari? “Cresce il divario tra clamore e realtà”.
Meno paesi coinvolti – In totale, ad oggi, ci sono centrali nucleari in 31 Paesi del mondo, per un totale di 408 reattori attivi e 33 fermi a lungo termine (cosiddetti Lto). Manca all’appello, rispetto al 2024, Taiwan che ha completato il suo phase out. Se si guarda alle centrali in costruzione, invece, si riduce il numero dei paesi coinvolti (11 rispetto ai 13 dell’anno scorso e ai 16 del 2023) mentre aumentano di cinque unità i progetti totali: oggi sono 63, di cui 32 della sola Cina (e di questi, 26 sono già in ritardo). Dal 2020 a metà 2025, in realtà, 44 dei 45 progetti avviati sono riconducibili a imprese statali cinesi o russe.






