Baci rubati sul volto e sul collo, apprezzamenti non richiesti, palpeggiamenti sulla gambe e sul sedere. E così, per una studentessa di 24 anni del conservatorio di Santa Cecilia, le lezioni di flauto si trasformavano in veri e propri incubi. A molestarla, secondo quanto ha raccontato ai giudici della V sezione collegiale di piazzale Clodio, un professore dello stesso conservatorio. Per questo l'uomo, un sessantasettenne ora in pensione, deve difendersi nel processo che lo vede accusato di violenza sessuale.

A fine 2021 la vittima conosce il docente. Come ha ricordato ieri durante l'udienza, le lezioni erano individuali e si svolgevano in aule dove spesso le porte rimanevano chiuse, altrimenti «ci sarebbe troppa confusione, perché suonavamo tutti». All'inizio il loro rapporto era piuttosto normale. Ma, con il passare delle settimane, qualcosa sarebbe cambiato secondo la ragazza.I fatti Scorrendo gli atti, i fatti sotto la lente di ingrandimento della procura, cominciano nel febbraio del 2022. Ma la studentessa, rispondendo alle domande dalla sostituta procuratrice Antonella Nespola, ha riferito di alcune condotte poste in essere già nei mesi precedenti. L'insegnante avrebbe, infatti, cominciato prima a toccarla sulle spalle o sul ventre con la scusa di correggerle la postura. Piccoli gesti, talvolta necessari a un professore per insegnare ai propri allievi a muovere correttamente il proprio corpo. Ma era trascorso poco tempo prima che la 24enne comprendesse che quei comportamenti non erano normali: «Con le mani cominciava a scendere giù fino all'inguine e ai glutei». Poi i baci «accademici», come li chiamava il 67enne. «Quando suonavo bene qualche pezzo con il flauto mi arrivavano dei baci su occhi, guance e collo. Lui continua la vittima sosteneva che fossero baci accademici, ma erano baci veri. Se sbagliavo, invece, scherzava sul fatto che mi avrebbe sculacciata».Nella prima metà del 2022 la situazione per la giovane si era fatta sempre più pesante: «Mi dicevo che era colpa mia. Inizialmente con un nuovo docente devi prendere le misure. Dopo un po' ero sconcertata». Praticamente al termine di tutte le lezioni l'imputato avrebbe provato a toccarle le gambe, il seno e le parti intime, anche sotto la biancheria: «Mi invitava nella sua casa, poco fuori Roma. Mi diceva che ero troppo casa e chiesa e che avrebbe potuto farmi conoscere qualcuno nell'ambito musicale».Gli esami Nel giugno dello stesso anno, poi, durante la sessione di esami del Conservatorio, avrebbe provato a baciarla sulla bocca: «Mi ha condotto in un'aula vuota. Doveva sistemarmi alcune cose per un esame», così le avrebbe detto. Ma poi «mi blocca per i polsi e prova a baciarmi mentre mi scostavo. Non sono riuscita a dire nulla, ero completamente irrigidita, di marmo». Addirittura, successivamente, il professore avrebbe scherzato su quello e altri episodi.Nel marzo del 2023 il 67enne aveva scoperto la querela poi ritirata, ma per questo reato si procede d'ufficio della giovane: «Mi ha preso e portato in una classe. Lì ho avuto veramente paura, perché ha cominciato a dirmi cose come: "Non sai contro chi ti sei messa". Allora mi sono messa a piangere e per fortuna è intervenuto il direttore del conservatorio». Era stato l'ultimo incontro tra i due, prima del processo, ancora alle prime udienze e che riprenderà in novembre con altri testimoni.L'imputato difeso dall'avvocata Marta Nardozzi si dice estraneo a tutti i comportamenti che gli vengono contestati. «La persona offesa dichiara la legale di parte civile, l'avvocata Giulia Masi ha descritto con particolare chiarezza una dinamica ben nota: il mancato consenso agli atti sessuali non si manifesta necessariamente attraverso una reazione fisica o verbale esplicita. In situazioni di sopraffazione può emergere la cosiddetta risposta di freezing, ossia una condizione di immobilità e di pietrificazione».