«Era severa, esigente, a tratti provocatoria. Con lui c’erano stati più battibecchi, tra voti bassi e note sul registro». Sono questi i racconti che arrivano sulla professoressa Chiara Mocchi dagli studenti dell’Istituto comprensivo «Leonardo Da Vinci» di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Quei corridoi li attraversano ogni giorno, in un ambiente che - raccontano - era già complesso, difficile. E adesso sono proprio loro a provare a mettere insieme i pezzi dopo l’aggressione alla docente da parte del compagno di 13 anni.
La figura dell’insegnante di francese viene descritta così: professionista appassionata e ineccepibile, dedita all’insegnamento, ma anche rigorosa, esigente e poco incline a lasciar correre. Yasmine, 16 anni, oggi al liceo, l’ha incontrata più volte qualche anno fa alle medie di via Damiano Chiesa durante le supplenze. «Era una prof preparata, questo sì. Però molto diretta, aveva proprio un modo duro di parlare». Un linguaggio che, secondo lei, colpiva spesso l’intera classe. «Diceva che eravamo sempre al telefono, che non avevamo voglia di studiare». Non tutti la vivevano allo stesso modo, considerate le fragilità dell’adolescenza. «C’era chi la rispettava e studiava di più per non essere ripreso», racconta Matteo «però altri magari ci restavano male».










