(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Giro di boa per la Benefit Competition, l’iniziativa promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere e migliorare la conoscenza e la visibilità di quelle realtà che hanno abbracciato il modello benefit o che sono intenzionate a farlo. Con la terza tappa di Ancona, che si è tenuta nella sede di Confindustria Ancona, si è arrivati a metà del percorso volto a dimostrare con esempi concreti come sia possibile coniugare successo economico e impatto sociale positivo. «Dall’inizio della Benefit Competition sono arrivate 235 candidature, di cui 79 per la tappa di Ancona. Delle richieste di partecipazione arrivate, l’80% è stata da parte di società che sono già Benefit, il 13% da imprese che hanno già interiorizzato i principi benefit anche se non hanno ancora adottato questo modello, mentre il restante 7% è arrivato da nuove imprese». Azzurra Marchesano del MIMIT traccia un primo bilancio dell’iniziativa. «Sta andando molto bene. La Benefit Competition è la punta di diamante di un piano più ampio di promozione che prevede diverse attività come comunicazione istituzionale tramite i canali del Ministero e specifici eventi di formazione che facciamo con tutto il sistema delle Camere di Commercio territoriali», sottolinea. «Abbiamo pensato di portare questa tappa ad Ancona perché nelle Marche si respira un dinamismo imprenditoriale, un'attenzione ai temi della sostenibilità che meritavano di essere valorizzati», continua, aggiungendo che delle «79 candidature arrivate, il 33% è arrivato da imprese del territorio, con una buona componente di micro imprese». In vista della prossima tappa, la quarta, a Padova, prevista per il 16 ottobre prossimo, l’invito alle imprese è ad avvicinarsi a questo modello, a conoscerlo, per coglierne i vantaggi. «Io credo che in termini di sviluppo sostenibile il modello benefit sia un modello che aiuta le imprese a migliorare anche la propria reputazione. Essendo un'impresa Benefit vicina ai temi della sostenibilità, si presenta meglio in generale sia nei confronti dei fornitori che dei clienti, ma anche nei confronti del sistema bancario, quindi, credo che il tema reputazionale sia un tema fondamentale per chi vuole avvicinarsi a questo modello», spiega Marchesano. Quindi non solo l’obiettivo di avere un profitto – come tutte le imprese – ma anche avere una specifica attenzione al benessere di tutti gli stakeholder, che si traduce indirettamente in ulteriori vantaggi.Domande di approfondimento generate da 24Ore AII tre vincitori di AnconaLa giuria di esperti, chiamata a valutare i 10 finalisti della tappa di Ancona, ha scelto tra questi i 3 migliori, tutte società già costituite come Benefit, più una menzione speciale, riconoscendo le grandi difficoltà a selezionare il podio, vista la validità di tutte le iniziative e i progetti presentati. Il primo posto è andato a Molino Agostini (impresa della provincia di Ascoli Piceno), società specializzata nella molinatura di cereali biologici, prodotti da oltre 100 aziende agricole locali. Lo scopo di questa azienda è sia di valorizzare le produzioni del territorio, garantendo prodotti tracciabili e di elevata qualità, sia di ridurre l’impatto energetico e ambientale dei processi produttivi. Seconda posizione per Gaia Segattini Knotwear (provincia di Ancona), azienda che sviluppa e commercializza capi di maglieria Made in Italy secondo i principi dell’economia circolare, valorizzando filati rigenerati e in giacenza. L’obiettivo è realizzare capi più etici, con meno consumi e sprechi. Sul terzo gradino del podio è salita Icma, società della provincia di Lecco, che realizza carte speciali e packaging di alta gamma. Ad Ancona ha presentato l’iniziativa “Rinascimento”, che permette il recupero diretto degli scarti cartacei, evitando la produzione di nuova pasta di cellulosa, con conseguente riduzione di consumo di acqua, energia e sostanze chimiche.Perché il modello benefit conviene Una Società Benefit gode naturalmente di una migliore «reputazione», come dice Azzurra Marchesano del MIMIT ed è «più attrattiva», come aggiunge il presidente di Confindustria Ancona, Diego Mingarelli, e a sua volta imprenditore Benefit con la società di famiglia Diasen, tra le vincitrici della tappa di Milano della Benefit Competition. «Noi crediamo in questo modello, ancor più nel nostro territorio, le Marche, che sono un perfetto esempio di manifattura diffusa, dove il rapporto tra la fabbrica e il territorio è un rapporto profondo. Siamo una delle regioni, se non la regione, che ha il più alto numero di imprese ogni mille abitanti», ricorda Mingarelli, sottolineando che per le «Pmi manifatturiere quindi, quello Benefit, è un modello che è perfettamente coerente con il nostro sistema industriale». La scelta di ospitare la terza tappa nella sede di Confindustria Ancona è volta anche a «far conoscere bene questo modello, far conoscere storie di impresa, esempi che possono essere di ispirazione per gli altri imprenditori e far comprendere quanto valore c'è sia per l'azienda sia a livello condiviso attraverso le implementazioni di modelli benefit che possono essere un volano anche per migliorare l'attrattività del territorio». Infatti, spiega l’imprenditore, «più aziende ci sono benefit che valorizzano i propri collaboratori con dei percorsi di welfare di crescita, più il territorio diventa attrattivo» e «l'attrattività è una grande sfida per le Marche e per tutta la nostra Italia».«Noi siamo convinti che non c'è assolutamente un contrasto tra fare utili, produrre profitto e produrre benessere. Le due cose stanno assolutamente insieme, si legano, non sono assolutamente in contrasto, anzi vanno in parallelo», aggiunge l’assessore alle Attività produttive di Regione Marche, Giacomo Bugaro, ricordando che l’istituzione si è mossa in questa direzione con la firma, insieme alle parti sociali, di un «protocollo Welfare, che proprio in questi giorni stiamo rinnovando, che è un segnale di attenzione di un territorio e di un ecosistema che vede la sostenibilità, il benessere, la salvaguardia dei luoghi e la profittabilità viaggiare in un unico scompartimento come fosse un treno che avanza e che non perde di mira quello che è il fine ultimo dell'azienda: conquistare mercati, ma allo stesso tempo lo fa in una maniera sostenibile e con un occhio di attenzione alle persone e ai luoghi».Perché partecipare alla Benefit CompetitionConfrontarsi, conoscersi e condividere esperienze, anche se si arriva da settori diversi. Le società che partecipano alla Benefit Competition si muovono sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante abbiano storie diverse e provengano da background differenti. Quello che ha spinto Molino Agostini a partecipare è stata la volontà di «misurarci con gli altri, perché la misura ci permette anche di capire se questa è la strada giusta», afferma Morena Marcaccio, che sottolinea l’importanza di «ascoltare come altre aziende operano», rilevando che queste sono occasioni di condivisione di esperienze, come una società benefit a sua volta si può considerare «una contaminazione di gente che ha una stessa visione, cioè il rispetto della dignità dell'uomo e della terra» e «il messaggio più chiaro è che per poter sostenere l'economia, soprattutto l'economia agricola, dobbiamo creare valore e il valore si può fare solo esclusivamente con la società benefit: profitto da una parte e ridistribuire la ricchezza dall'altra». L’importanza della condivisione è sottolineata anche da Gaia Segattini, co-fondatrice dell’omonima azienda: «Penso che in questo momento vedere tante realtà che, ognuna a suo modo, stanno facendo un percorso etico importante dà l'idea finalmente che un percorso di imprenditoria etica è possibile non solo, ma probabilmente anche più elastico e più adatto a quello che è la contemporaneità e questo è una cosa che aiuta molto ad affrontare le sfide quotidiane». Sulla stessa linea Lisa Baracchi, responsabile dell’ufficio stampa di Icma: «La Benefit Competition è un'occasione per confrontarsi con altre aziende e ragionare anche sui principi di cosa significa essere società benefit e su quale potrebbe essere il futuro di questa responsabilità e delle scelte che condividiamo. Si tratta di realtà molto diverse tra di loro che sono state confrontate, però insieme abbiamo trovato quei valori e quelle necessità che il territorio e anche il presente ci richiedono». Una sintesi arriva dal presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini: «La Benefit Competition porta al centro il ruolo sempre più importante delle imprese che sono capaci di coniugare competitività, innovazione e responsabilità verso la comunità e il territorio», imprese portatrici di un «valore aggiunto anche per i giovani che stanno entrando» nel mondo del lavoro.