(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sono ancora aperti i termini per presentare le candidature per partecipare alla terza tappa della Benefit Competition, promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Fino al 4 maggio prossimo, le società già costituite come Benefit - o che hanno intenzione di diventarlo – possono inviare la domanda per l’appuntamento in calendario per il 26 giugno 2026 ad Ancona. Possono partecipare imprese che hanno sede in tutta Italia. Le informazioni utili si trovano nella sezione dedicata del sito del MIMIT, che vuole dare visibilità e riconoscimento alle migliori esperienze imprenditoriali benefit o in predicato di divertarlo, dimostrando come sia possibile coniugare successo economico e impatto sociale positivo. Infatti, le società benefit rappresentano una risposta concreta alla crescente domanda di sostenibilità, superando la tradizionale dicotomia tra imprese for-profit e organizzazioni non-profit: perseguono l’obiettivo di realizzare un profitto e contemporaneamente quello di avere un impatto positivo sull’intera società.

Il nuovo paradigma “profit-for-purpose”

Come evidenziato nel Quaderno di economia aziendale dedicato a “Normativa societaria e opportunità tra finanza e sostenibilità: Società Benefit” della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, si sviluppa in questo modo un nuovo modello: un paradigma “profit-for-purpose”, nel quale «la sostenibilità non è solo un obbligo di rendicontazione, ma il motore stesso della competitività e della creazione di valore a lungo termine». Si può quindi dire che quello delle società benefit è un modello “for-profit” in cui si supera la dicotomia tradizionale profit versus non-profit, dimostrando che profitto e impatto positivo possono non solo coesistere, ma anche rafforzarsi a vicenda. In pratica, il modello delle società benefit si fonda proprio sulla compatibilità tra attività economica e beneficio comune: l'attività economica diventa lo strumento per generare il beneficio comune. Questo può generare vantaggi competitivi e reputazionali, soprattutto in un contesto in cui le imprese si trovano ad affrontare nuove sfide economiche, ambientali e sociali. Inoltre, in ambito europeo e internazionale si sta promuovendo la transizione verso un’economia più sostenibile.