I piccoli centri possono diventare luoghi di elaborazione culturale e laboratori di innovazione capaci di incidere sulle politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio? È la domanda che ha accompagnato il Gerace Heritage Lab 2026, l’appuntamento internazionale che dal 22 al 26 giugno ha trasformato il borgo medievale di Gerace in uno spazio di studio, confronto e progettazione dedicato al futuro dei territori.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Gerace nell’ambito del progetto PNRR “Gerace, Porta del Sole”, ha riunito studiosi, professionisti del settore culturale, esperti UNESCO, amministratori e rappresentanti delle istituzioni provenienti dall’Italia e dall’estero, in un percorso di approfondimento ispirato alle Convenzioni UNESCO e ai programmi del Consiglio d’Europa.

Un dialogo tra patrimonio materiale e immateriale

Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa è stato il confronto tra esperti del patrimonio culturale materiale e del patrimonio culturale immateriale, due ambiti che raramente trovano occasioni strutturate di dialogo. Dalle riflessioni emerse nei tavoli di lavoro sono stati affrontati temi quali il turismo sostenibile, la governance dei territori, il ruolo delle comunità locali e le prospettive di sviluppo dei piccoli centri e delle aree interne.