<p>Trasformare i non pochi piccoli centri dell'entroterra siciliano in laboratori di sostenibilità e innovazione, rendendoli attrattivi da un punto di vista di incoming turistico. È questo l'obiettivo al centro del confronto sull'«Agroecologia per la rigenerazione dei Borghi rurali siciliani» svoltosi a Petralia Soprana (piccolo comune di poco più di 2.800 abitanti nella città metropolitana di Palermo), che ha visto la partecipazione di amministratori locali, comuni cittadini e stakeholder territoriali.
L'iniziativa, promossa dalla rete dei Borghi più belli d'Italia in Sicilia e dal Coordinamento Agroecologia Sicilia, ha puntato l'attenzione sulle misure utili a integrare i centri rurali nel più vasto percorso della transizione ecologica europea.</p><p> </p><p>L'impatto della cooperazione</p><p>Le possibili strategie di rigenerazione individuate durante il meeting si fondano sul protocollo d'intesa di Troina, siglato dall'associazione e dal Cas.
Un accordo nato per dare risposte in qualche modo strutturali e strutturate al tema dell'isolamento tramite un sostegno tecnico ai borghi e un ampio progetto di formazione specialistica.
Il nodo cruciale dell'incontro di Petralia è stato poi la discussione sui criteri scientifici per rimettere a coltura i terreni abbandonati da tempo, un approccio agroecologico appunto per proteggere la biodiversità e, al contempo, ideare nuove opportunità occupazionali.










