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La frase che più ricorre in queste ore è: "Non era mai successo prima". E davvero per decenni il Principato di Monaco era stato risparmiato dalla minaccia delle bombe e del terrorismo. Almeno fino a ieri, quando una bomba è esplosa davanti all'abitazione di un oligarca ucraino, ferendo gravemente lui, la compagna e il figlio tredicenne. Le forze dell'ordine sono mobilitate a Monaco e nelle zone limitrofe per cercare di individuare l'attentatore. Sul versante monegasco, decine di agenti sono stati dispiegati a partire da lunedì sera. Sul versante francese, due elicotteri e una trentina di gendarmi sono stati mobilitati intorno al Principato, mentre l'unità speciale RAID è stata posta in stato di allerta. Anche se le autorità monegasche indagano per "tentato omicidio" e non "terrorismo". Stephane Thibault, incaricata di condurre le indagini, si e' rifiutato di rivelare chi fosse il presunto bersaglio del pacco bomba esploso ieri sera, sebbene diverse fonti indichino l'imprenditore di origine ucraina Vadim Ermolaev (trascritto anche come Vadym Yermolaiev).

Le uniche immagini disponibili mostrano un uomo che deposita un pacco davanti a un edificio residenziale in un quartiere molto vicino al confine con la Francia. La bomba è esplosa intorno alle 21, ferendo la coppia e, in modo meno grave, il ragazzino. Sono tutti ricoverati a Nizza, a circa 20 chilometri da Monaco.