Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa frase che più ricorre in queste ore è: "Non era mai successo prima". E davvero per decenni il Principato di Monaco era stato risparmiato dalla minaccia del terrorismo. Almeno fino a ieri, quando una bomba è esplosa davanti l'abitazione di un oligarca ucraino ferendo gravemente lui, la compagna e il figlio tredicenne. Le forze dell'ordine sono mobilitate a Monaco e nelle zone limitrofe per cercare di individuare l'attentatore. Sul versante monegasco, decine di agenti sono stati dispiegati a partire da lunedì sera. Sul versante francese, due elicotteri e una trentina di gendarmi sono stati mobilitati intorno al Principato, mentre l'unità speciale RAID è stata posta in stato di allerta. Le uniche immagini disponibili mostrano un uomo che deposita un pacco davanti a un edificio residenziale in un quartiere molto vicino al confine con la Francia. La bomba è esplosa intorno alle 21, ferendo la coppia e, in modo meno grave, il ragazzino. Sono tutti ricoverati a Nizza, a circa 20 chilometri da Monaco. Durante la notte, il capo del governo monegasco, Christophe Mirmand, ha annunciato in conferenza stampa che il sospettato descritto dai testimoni era stato identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza di Monaco e Beausoleil, la vicina città francese che aveva raggiunto a piedi. Secondo Mirmand, la procura di Nizza ha aperto un'inchiesta per consentire alle forze dell'ordine francesi di partecipare alla caccia all'uomo. Una fonte vicina all'inchiesta ha confermato all'AFP che l'uomo ferito nell'attentato è Vadim Ermolaev, un oligarca originario dell'Ucraina. Residente a Monaco, è soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 dal Consiglio di Sicurezza Nazionale ucraino per aver continuato le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa.