Panico nel Principato di Monaco. Un ordigno esplosivo, nascosto all’interno di una borsa e posizionato davanti all’ingresso di un palazzo residenziale in Rue du Reverend Pere Louis Frolla, ha seminato il panico lunedì sera, 29 giugno, nel Principato di Monaco. Tre cittadini ucraini appartenenti alla stessa famiglia sono rimasti feriti nell’esplosione: due di loro versano in condizioni gravissime, mentre un ragazzo di 13 anni ha riportato ferite di minore entità. Il Procuratore Generale di Monaco, Stéphane Thibault, intervenuto in conferenza stampa, ha escluso categoricamente la pista terroristica. Le autorità monegasche hanno aperto un’indagine per tentato omicidio, mentre gli inquirenti lavorano per fare luce sulla dinamica dell’attentato e risalire ai responsabili del gesto.
A commentare la vicenda, un artista che il Principato di Monaco lo conosce molto bene. Riccardo Cocciante a Il Messaggero ha spiegato: “Abbiamo provato a vivere lì per un breve periodo, quando nostro figlio era piccolo. Era un’esperienza per capire se potesse essere il posto giusto in cui crescerlo. Dopo un po’ di tempo ci siamo detti di no”.
“Non perché Monaco fosse pericolosa, anzi. Era il contrario. – ha continuato – Era troppo calma, troppo ricca, troppo lontana dalla vita reale. Un luogo bellissimo, certo, ma sospeso. Quasi fuori dal mondo. E noi non volevamo crescere nostro figlio in un’atmosfera così distante dalla normalità, dalla vita con i piedi per terra”.











