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Erica Dellapasqua e Rinaldo Frignani
Nella Capitale un'altra giornata di caos: a causa di un incendio circolazione sospesa tra la stazione di Tiburtina e Settebagni
Volto corrucciato, sguardo scettico, Pier Ferdinando Casini torna a denunciare via social i ritardi dei treni. Lo fa postando una nuova foto, scattata ieri sera 29 giugno dall'area ristoranti della stazione Termini, che lo ritrae in attesa davanti ai tabelloni luminosi. Lampeggiano i ritardi: 90, 70, 60 minuti, una catena di slittamenti che riguarda pure il convoglio su cui avrebbe voluto viaggiare, in orario, anche il politico (indipendente nel gruppo del Partito Democratico in Senato). Invece, appiedato lui e tanti altri passeggeri, che hanno dovuto affrontare nuove vicissitudini sulle rotaie, dopo i disagi degli ultimi tempi.
Cantieri, treni in ritardo, sabotaggi, attentati anarchici, attacchi hacker. Vicende, quelle in particolare riferite ai lavori sulla rete e alla fatica quotidiana di viaggiare per i pendolari, che sono costate il posto all'ad Stefano Donnarumma, a cui il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto un passo indietro. Ma, dice Casini, da Termini, ironico, le cose sono ancora complicate: «Siamo a buon punto... Miglioramenti evidenti!», scrive, affiancando emoticon di faccine piangenti. La precedente denuncia, sempre via Instagram, sette giorni fa, quella volta da Bologna: «Solità bella puntualità», aveva commentato postando i ritardi.









