Sistema binario

Ercole Incalza

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Ogni giorno ci sono almeno 300mila passeggeri che passano attraverso la stazione Termini di Roma. 300mila persone che addebitano a Salvini i ritardi e i disservizi presenti nella offerta ferroviaria. La scelta di ieri dell’ingegner Stefano Donnarumma è un encomiabile atto di responsabilità e di trasparenza. «Chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni» dicono dal Mit dopo un incontro con il ministro e poi precisano che «Salvini ha ringraziato l’Ad per il lavoro». Entrambi concordano sulla conclusione anticipata del mandato per avviare la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con una guida scelta dall’interno.

Tempi lontani quelli di quarant’anni fa, quando chi voleva spostarsi con il treno tra Roma e Milano preferiva prendere una “cuccetta”, partire alle 23 e arrivare alle ore 7 del mattino successivo. Quando per raggiungere Napoli da Roma invece servivano due ore e venti minuti. Poi arrivò il “pendolino”, un treno ad assetto variabile progettato dalla Fiat Ferroviaria, in grado di percorrere normali tratte a una velocità del 25-35% in più, arrivando a coprire Roma-Milano (e viceversa) in sole tre ore e cinquanta minuti. Il successo fu enorme e la domanda aumentò, ma il numero di treni sul tratto non superava i tre al giorno.