Pavia. La nuova modalità di accesso al punto prelievi di Maugeri sta causando alcuni disagi ai pazienti per via dei tempi d’attesa: da questo mese, chi deve controllare i valori con il sistema sanitario nazionale non può più farlo in accesso diretto (cioè presentandosi e basta) ma deve prima prenotare tramite il sito, e collegandosi oggi le attese possono superare le tre settimane. Chi invece può fare il prelievo a pagamento da privato non ha bisogno di effettuare questo passaggio. La novità ha tra le altre cose complicato il percorso di cura di Massimo Gandini, paziente di 68 anni in follow up oncologico che, dopo un’operazione subita due anni fa, monitora la sua condizione con prelievi periodici e visite con gli specialisti di Maugeri. Il prossimo controllo è fissato per questa settimana e, per fornire al medico un quadro completo, in quella scorsa si è rivolto come di consueto alla Maugeri per fare un prelievo. Poi la sorpresa: «La settimana scorsa ho sborsato circa 90 euro per fare subito il prelievo a pagamento, era l’unica alternativa possibile per arrivare alla visita periodica con il referto degli esami in mano. Prenotando tramite il sito Maugeri, la prima disponibilità con il sistema sanitario sarebbe stata il 13 luglio, cioè circa tre settimane di attesa. Quel giorno, con me, c’erano tanti altri pazienti che se ne sono dovuti andare perché senza prenotazione, una scena che mi ha stretto il cuore. Per via della mia patologia non posso spostare i prelievi e soprattutto la visita di controllo». Già da tempo, altri ospedali (come il San Matteo) consentono l’accesso al centro prelievi su prenotazione in alcune fasce orarie, ma in altre (nel caso del policlinico dalle 9.30 alle 10.30) è sempre possibile l’accesso diretto, aspettando il proprio turno in sala d’attesa. «Io non posso andare altrove – aggiunge Gandini – perché per la mia patologia è necessario che gli esami vengano fatti sempre con la stessa macchina». «Servizio peggiorato» Gandini è seguito da tempo alla Maugeri e racconta di aver goduto di buona assistenza. Ma i prelievi con prenotazione per i pazienti del pubblico rischiano – secondo il suo racconto – di complicare la vita a chi non può permettersi la solvenza: «Maugeri era un'ottima struttura per fare i prelievi: una decina di box per l'accettazione, decine di persone smistate rapidamente per prelievi e altro. Per non dire della consegna dei risultati in poche ore. Davvero ottimo. Credo che l’impossibilità di fare prelievi senza prenotazione sia un duro colpo per i pazienti del Ssn». Gandini ha anche scritto una pec all’ospedale: «La Maugeri – si legge nella lettera – sta peggiorando i livelli di servizio. Da fine anno non si può più andare il sabato mattina, che era un giorno ideale per chi lavora. Da alcuni mesi gli orari per i prelievi sono stati ridotti. Adesso bisogna prenotare. In ogni caso, come paziente oncologico ho un’esenzione per gli esami relativi alla mia patologia e come tale chiedo il rimborso integrale di quanto ho dovuto, mio malgrado, pagare» conclude la lettera di Gandini, che poi aggiunge: «Maugeri ha risposto alla mia pec dicendo di aver inoltrato la mia richiesta di rimborso a chi la potrà esaminare». Maugeri ha invece preferito non commentare, limitandosi a riferire che, in merito al cambio di modalità, i pazienti sono stati informati per tempo tramite avvisi sul sito e in struttura.